Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.
MILANO - Michele Santoro parla di «abuso di potere che non ha alcun fondamento legale». Giovanni Floris si scaglia contro «l'ingordigia della politica che si mangia l'editore, l'azienda, i conduttori, i giornalisti, gli ospiti e i telespettatori che pagano il canone» (ascolta l'audio).
Se c’è un posto dove il Banana non dovrebbe mettere mai piede è Israele. Invece vi stazionerà per tre giorni, seguito da una carovana di sei ministri e un centinaio di portaborse e veline. Roba da far impallidire la spedizione di Craxi in Cina, quando Andreotti, accompagnato dalla sola moglie, commentò: “Sono stato in Cina con Craxi e i suoi car i”.
ROMA - L'opposizione parlamentare, i provider, i produttori di cinema e di fiction indipendente, le pay Tv e le televisioni su Internet: alla lista dei soggetti che dichiarano guerra al decreto legislativo che regola "l'esercizio delle attività televisive" si aggiungono anche le emittenti che trasmettono film vietati ai minorenni.
“E’ la somma che fa il totale”, diceva Totò. E a sommarli tutti, i provvedimenti anti Sky – Iva raddoppiata, spot che Mediaset si rifiuta di mandare in onda proprio a Natale (il periodo che più di ogni altro porta abbonamenti), ritardi del ministero nel concedere le autorizzazioni – cominciano a essere pesanti per il gruppo di Rupert Murdoch.
La Rai nel 2009 potrebbe non essere più leader del settore. Si preannuncia un cambio al vertice a favore di Sky, al momento in testa per ricavi e pubblicità, manca ancora un mese e il condizionale è d’obbligo. Nel 2007 la tv di Murdoch era al terzo posto dopo la tv di Stato e Mediaset con 2.347 milioni di euro, nel 2008 ha superato la tv di Berlusconi e si è piazzata al secondo posto con 2.640 milioni, nel 2009 potrebbe salire sul primo gradino superando quota 2.700 milioni.
L’elettore del Pd, si sa, è nato per soffrire. Ma non è dato sapere quale peccato mortale, o addirittura originale, debba espiare per meritarsi questo martirio quotidiano.
Non c’è che dire, il 2009 è stato davvero un annus horribilis per la Rai e i suoi bilanci. E il 2010 sarà anche peggio. Ma la crisi economica c’entra fino al un certo punto. Se prosegue questo trend in discesa, la tv pubblica, malgrado le smentite di rigore tipiche di queste occasioni, potrebbe non essere in grado di pagare gli stipendi ai dipendenti già nel 2011. L’effetto Alitalia è dunque dietro l’angolo.
Fanno notizia le due grandi pagine di pubblicità apparse ieri sul Corriere della Sera. Mostrano un signore elegante che attraversa una piazza leggendo, per l’appunto, il Corriere, mentre intorno altri passanti sostano immobili come statue di marmo. Ed ecco il messaggio: “Solo un’informazione indipendente combatte l’immobilismo. Un’informazione di parte crea persone ferme sulle proprie posizioni e impedisce al Paese di fare passi avanti.
Facciamo finta che B&C non stiano sbattendosi per evitare che B. finisca in galera (ah, mi dimenticavo, una delle leggi partorite da B&C prevede che chi ha compiuto 70 anni in galera non ci può andare); quindi facciamo finta che il loro obiettivo non sia quello di evitare che una sentenza affermi che B. è uno che corrompe i testimoni e commette frodi fiscali per miliardi di euro.
Brutta bestia, l’invidia. E anche la cattiva coscienza. Il mese scorso Francesco Piccolo, bravo scrittore e sceneggiatore nonché autore Einaudi, stroncava sull’Unità il “Quaderno”di José Saramago, rifiutato dalla mondadoriana Einaudi perché parla male di Berlusconi e pubblicato da Bollati Boringhieri (gruppo Garzanti). Ora, a stroncare Saramago provvede sul Corriere della Sera un altro autore Einaudi, lo storico torinese Sergio Luzzatto.
Nelle prime due settimane “L’odore dei soldi” ha venduto 18 mila copie (merito anche di misteriosi personaggi che si presentano nelle librerie più in vista, come quella dell’aeroporto di Fiumicino, a fare incetta di tutte le copie disponibili, come mi viene riferito dal mio direttore di allora, Ezio Mauro, che l’ha saputo dall’editore Carlo De Benedetti).
Mondadori vuole querelare il Riformista. La Mondadori comunica di aver dato mandato ai propri legali di tutelare la società in sede civile e penale nei confronti del Riformista, del suo direttore responsabile Antonio Polito e dei giornalisti autori degli articoli sulla casa editrice.
"Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Ditelo in pubblico, al bar, al ristorante. Gridatelo in radio, ai semafori, scrivetelo ai giornali, inviate mail ai siti italiani e internazionali, alle caselle di posta dei deputati, dei senatori. "Mi sono rotto i coglioni di Berlusconi". Non voglio passare la mia vita a inseguire l'ultimo Lodo Alfano, l'ultima ghedinata, l'ultima assoluzione per legge di un corruttore.
Così avremo il processo breve per gli incensurati; per gli altri, quelli già condannati, mettiamoci pure tutto il tempo che ci vuole. Entro 6 anni per l’incensurato deve arrivare la sentenza definitiva: colpevole o innocente; se non arriva, chissà quale sarà la formula? Prescrizione, fuori tempo massimo, squalificato (il giudice…).
ROMA - Ripristinare l'equilibrio tra potere politico e potere giudiziario alterato anche dall'abolizione dell'immunità parlamentare. Lo ha sottolineato il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, in un editoriale trasmesso nell'edizione delle ore 20. «I padri costituenti -ha ricordato Minzolini- inserirono nella Costituzione l'istituto dell'immunità parlamentare.
Se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.