Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.
ROMA - Il libro questo sconosciuto. Almeno in Italia. I lettori, infatti, sono solo il 38 % sul totale della popolazione di età superiore ai 14 anni, ma solo il 10 % si possono definire "abituali". Lo strano è che, invece, il mercato dei libri nel Belpaese si presenta, tutto sommato, solido, con un fatturato complessivo di oltre 5 miliardi di euro, anche se in flessione rispetto agli anni precedenti.
Giorgio Bocca, lei ha appena scritto “Annus Horribilis” (Feltrinelli): ma si riferiva al 2009. Il 2010 si annuncia ancora più horribilis…
Vedremo. Il 2009 mi è sembrato il più orribile per una tendenza irresistibile alla democrazia autoritaria. Più Berlusconi ne combinava di cotte e di crude, più i sondaggi lo premiavano. Ora, con questi ultimi scandali, la gente potrebbe cominciare a stancarsi e capire qualcosa.
MILANO - Stai leggendo un libro in metropolitana. Alzi lo sguardo. Immancabile, quello seduto di fronte a te cerca di spiare disperatamente la copertina del tuo libro per carpirti titolo e autore. Accade spesso, in tutto il mondo. Ma a New York, da qualche tempo, il voyeurismo letterario si è fatto serio.
Struggling to breathe in mouthfuls of air rank with choking gunsmoke, hundreds of men and boys crouched low on the gun decks of His Majesty's Ship Temeraire.
In that cramped space, where shouted orders competed with the screams of the injured, blood ran freely through a hull hewn from English oaks.
Already the sails high above were riddled with chain shot from the French warships, but it was there, on the crowded gundecks that a brutal slaughter was unfolding.
Nel libro fotografico di Daniele Tamagni, un reportage che racconta il culto dell'eleganza nella Sape, la 'società delle persone eleganti' nata in Congo, quando il paese era ancora una colonia francese.
GUZZANTI VS BERLUSCONI, l’inconsueta biografia del premier scritta dal senatore-giornalista che sarà in libreria per Aliberti Editore martedì 15 dicembre, è un caso fortunato di eterogenesi dei fini. Nel 2000 Silvio Berlusconi scelse Paolo Guzzanti per scrivere la sua agiografia sul modello di quella appena pubblicata dal manager Chrisler Lee Iacocca, che tanto era piaciuta al Cavaliere. L’allora vicedirettore del Giornale registrò ore e ore di racconti autocelebrativi del capo e persino della mamma Rosa.
Il 26 novembre 2002, dopo molti rinvii, il Tribunale di Palermo che sta processando Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa si reca finalmente a Palazzo Chigi per ascoltare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in veste di “testimone assistito” (in quanto a suo tempo indagato in vari procedimenti connessi per associazione mafiosa e riciclaggio, poi archiviati), a domicilio e a porte chiuse, come gli consente il Codice di procedura penale e come lui ha espressamente chiesto.
Non so che cosa vede guardando l’Italia dall’alto del Quirinale. Non so come arriva lassù il grido di Berlusconi “I giudici ci spingono sull’orlo della guerra civile”. Quella che segue è una libera interpretazione. Il presidente della Repubblica pronuncia un discorso sull’Italia, il suo Risorgimento, la sua unità, la sua Costituzione, il suo ruolo nella storia contemporanea, la sua fiducia nel futuro, preparato da coloro che hanno dato passione e vita per fare e poi per liberare il paese.
Il presente letto attraverso le lenti del passato, il difficile rapporto con l’altro esaminato assecondando il ritmo lugubre dell’odio e del determinismo razziale, cosa siamo diventati e cosa siamo destinati ad essere, in questo presente senza luce, aggredito dai fantasmi di un’epoca lontana.
Quello che segue è un estratto dal libro Gradisca Presidente, scritto da Patrizia D'Addario in collaborazione con la giornalista del Corriere della Sera Maddalena Tulanti.
Chi lo acquisterà, e saranno in molti, andrà subito a leggere le pagine più hard: quelle in cui Patrizia descrive la sua notte di sesso a Palazzo Grazioli.
Brutta bestia, l’invidia. E anche la cattiva coscienza. Il mese scorso Francesco Piccolo, bravo scrittore e sceneggiatore nonché autore Einaudi, stroncava sull’Unità il “Quaderno”di José Saramago, rifiutato dalla mondadoriana Einaudi perché parla male di Berlusconi e pubblicato da Bollati Boringhieri (gruppo Garzanti). Ora, a stroncare Saramago provvede sul Corriere della Sera un altro autore Einaudi, lo storico torinese Sergio Luzzatto.
Nelle prime due settimane “L’odore dei soldi” ha venduto 18 mila copie (merito anche di misteriosi personaggi che si presentano nelle librerie più in vista, come quella dell’aeroporto di Fiumicino, a fare incetta di tutte le copie disponibili, come mi viene riferito dal mio direttore di allora, Ezio Mauro, che l’ha saputo dall’editore Carlo De Benedetti).
Stefano Benni, che libro è il tuo “Pane e tempesta”?
Lo decideranno i lettori. Sento dire che è il mio “ritorno alla comicità”. Forse si ride più che nei due o tre precedenti, ma non mi sembra di aver mai rinunciato all’ironia.
E’ una fuga dall’attualità o un modo di raccontarla di nascosto?
Arrivano, nella nostra neonata e ancora un po’ stropicciata redazione (arruffata come tutte le cose ai primi vagiti), moltissimi libri. Succede in tutti i giornali, naturalmente. Nel nostro però i libri si vedono di più: i locali non sono grandissimi e nell’open space la bellissima invasione di saggi e romanzi è una parte consistente dell’orizzonte. Assieme a una montagna di giornali, ai caschi, alle tazzine di caffè sparse qua e là.
Polemiche per la messa in onda su Raidue di Speciale oroscopo: secondo molti cattolici "fomenta la superstizione". Che è il genere di cose su cui le religioni vogliono l'esclusiva.