Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.
La peggiore storia italiana ci ha abituati a ruberie di ogni genere da parte di affaristi manigoldi in combutta con politici degni compari. Ma non si ricorda una scena come quella dei due costruttori amici di un amico della Protezione civile. Esultanti per il terremoto che ha appena spianato L’Aquila. Raggianti al pensiero della fetta a loro destinata nel bottino della ricostruzione.
Nei primi tre mesi di vita il Fatto Quotidiano ha venduto, in media, oltre 70 mila copie a cui vanno aggiunti 43 mila abbonamenti. Un dato, quello dell’edicola, che risente, in positivo, dei primi giorni di uscita quando abbiamo toccato punte anche di 130 mila copie. Ma è pur vero che nella settimana caldissima dell’aggressione a Berlusconi e della lista nera di Cicchitto, il Fatto ha raggiunto di nuovo quota 70 mila (più le 20 mila copie del dvd su Paolo Borsellino).
Fanno notizia le due grandi pagine di pubblicità apparse ieri sul Corriere della Sera. Mostrano un signore elegante che attraversa una piazza leggendo, per l’appunto, il Corriere, mentre intorno altri passanti sostano immobili come statue di marmo. Ed ecco il messaggio: “Solo un’informazione indipendente combatte l’immobilismo. Un’informazione di parte crea persone ferme sulle proprie posizioni e impedisce al Paese di fare passi avanti.
È vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di mafiosi patentati (o non ancora definiti tali) ma era la sua professione. E poi, i mafiosi qualcuno dovrà pure difenderli nelle aule di giustizia o no? E’ vero, Renato Schifani è stato l’avvocato di un costruttore palermitano poi risultato legato a Cosa Nostra, proprietario di un palazzone dove, forse non casualmente, andarono ad abitare alcuni tra i boss più sanguinari.