Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.
GUZZANTI VS BERLUSCONI, l’inconsueta biografia del premier scritta dal senatore-giornalista che sarà in libreria per Aliberti Editore martedì 15 dicembre, è un caso fortunato di eterogenesi dei fini. Nel 2000 Silvio Berlusconi scelse Paolo Guzzanti per scrivere la sua agiografia sul modello di quella appena pubblicata dal manager Chrisler Lee Iacocca, che tanto era piaciuta al Cavaliere. L’allora vicedirettore del Giornale registrò ore e ore di racconti autocelebrativi del capo e persino della mamma Rosa.
Quel pentito è una bomba. Parola di Gianfranco Fini. Le parole del collaboratore di giustizia che tira in ballo Berlusconi e Dell’Utri su una presunta trattativa con Cosa nostra, per il presidente della camera “devono essere verificate”. Altro che “pentito ridicolo che lancia solo accuse infamanti”, come dice il ministro degli esteri Franco Frattini. Basta un fuori onda che riporta per una volta nel dibattito politico un lampo di verità per suscitare un vespaio in un mondo abituato alle bugie.
L’investigatore è uno che nella sua vita ha visto più morti di un becchino. Scherzando dice che ormai ha lo stomaco sul pelo. Eppure questa morte lo ha sconvolto. “Se Brenda è stata davvero uccisa, la storia diventa terr ibile”. La statistica è una scienza esatta. Due persone hanno girato i video su Piero Marrazzo. Il primo filmino, all’origine del caso, ritrae il governatore seminudo nel seminterrato della trans Natalie.
“La società Eco4 songh’io”. Così si esprimeva il sottosegretario all’economia Nicola Cosentino mentre parlava con l’imprenditore camorrista Gaetano Vassallo. Il colletto bianco dei casalesi, definito il ministro dei rifiuti del clan Bidognetti, si è pentito e ha raccontato ai pm napoletani che così il politico definiva la società che raccoglie i rifiuti in Campania. Come fosse cosa sua.
Piove a dirotto sul cortile della casa dei mutilati di guerra quando un uomo che sembra Piero Marrazzo (ma il suo avvocato nega) esce con la schiena piegata e la testa nascosta sotto la giacca, come un latitante casalese. I flash cominciano a scattare. L’ex governatore del Lazio ha appena ammesso con i pubblici ministeri Giancarlo Capaldo e Rodolfo Sabelli di avere pagato migliaia di euro al trans Natalie non solo per il sesso ma anche per la cocaina.
Mancano all’appello 900 milioni. Mentre ministro e sottosegretari si concedono l’aumento. Per il Cavaliere le priorità sono le intercettazioni e la norma che blocca il processo Mills.
Che sia un figlio del demonio lo dice persino il suo padrone. “Le foto del compleanno di Noemi a Casoria? Me le ha chieste quel diavolo di Alfonso Signorini”, ripeteva in maggio Silvio Berlusconi dagli schermi di “Porta a porta”. E anche se allora nessuno se ne rendeva conto quella frase equivaleva a un investitura: Signorini da cortigiano era diventato principe. La sua metamorfosi era conclusa. Perché da giornalista si era trasformato in spin doctor.
Giorgio Simeoni è un deputato del Pdl molto caro a Silvio Berlusconi. Uno dei pochi maschi ammessi alle feste di villa Certosa in Sardegna. Ecco, prima di dare il via libera alla reintroduzione dell’immunità parlamentare, i politici del Pd più sensibili alle sirene del centrodestra, come Marco Follini, dovrebbero leggere con attenzione la sua storia.
Quando il professore Franco Gallo, relatore della sentenza che ha bocciato il Lodo, ha sottoposto ai 14 colleghi la sua proposta c’è stato un attimo di gelo nella camera di consiglio al secondo piano del palazzo della Consulta.
Grazie a "Il Fatto Quotidiano" il presidente della Camera Gianfranco Fini riuscirà a tener fede a una promessa solenne fatta un anno fa: a differenza di Silvio Berlusconi rinuncerà al Lodo Alfano e si farà processare come un cittadino qualunque.
Dalla "Domenica del villaggio" in tv al ministero delle Pari opportunità passando per il Parlamento. La parabola di Mara Carfagna ha dell' incredibile e merita di essere raccontata partendo dall'inizio. Nasce a Salerno e dopo un diploma al liceo scientifico va a studiare a Roma. Nel 1997 la svolta della sua vita è la partecipazione a Miss Italia, si classifica sesta e agguanta la fascia di miss Cinema. La sua bellezza mediterranea la proietta nei giri romani che contano.
Ragazzo accoltella il padre per giocare ad un videogame. "Purtroppo, fin da piccolo, ha sempre avuto difficoltà a distinguere tra realtà e mondo dei videogames" ha detto il padre, che si chiama Mario e fa l'idraulico.