Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.
“Chi sbaglia e commette dei reati non può pretendere di restare in nessun movimento politico”. Era ora. La politica lancia una crociata contro la corruzione e ogni altra forma di illegalità. Il vessillo del giustizialismo ha trovato il suo Riccardo Cuor di Leone. Silvio Berlusconi. Non è una boutade, è una menzogna, e dunque è stata rilanciata “Urbi et Orbi” come notizia (alias fatto veritiero) dai telegiornali di regime.
Antonio Di Pietro è sempre più al centro di un vergognoso tiro incrociato di menzogne, intimidazioni, contumelie, a cui si dedicano con pari abnegazione i pasdaran berlusconiani – maestri nell’odio – e le suorine inciuciste del Pd, che alla sola parola “opposizione” intonano il “vade retro!”.
I PRIMI ANNI del pontificato di Joseph Ratzinger costituiscono una perfetta rivisitazione della tela di Penelope. Nel periodo che va dall’ottobre 1962 al dicembre 1965 il Concilio Vaticano II intese porre fine all’epoca costantiniana della Chiesa (oltre un millennio e mezzo della propria storia!), sciogliere l’abbraccio tra il trono e l’altare, aprirsi al dialogo col mondo moderno, sostituire l’anatema verso l’errore con la carità verso l’errante.
La fronda di Fini contro Berlusconi continua. Ma il presidente della Camera ha chiaro di cosa si tratta? La questione cruciale è la giustizia, infatti, l’unica (oltre al monopolio televisivo) su cui Berlusconi non transiga. Una questione pre-politica, di quelle con risultato “a somma zero”, senza possibilità di compromessi vantaggiosi per entrambe le parti. Per dirla tutta e senza perifrasi, potrà concludersi solo con un “mors tua, vita mea”.
Sono anni che a parole sono tutti laici, anzi “più” laici, da Joseph Ratzinger a Ignazio La Russa, passando per Antonio Socci e Giuliano Ferrara. Basta però che dalla Corte europea dei diritti umani arrivi una sentenza di ovvia e unanime laicità, e i “più laici” si scatenano in uno scomposto finimondo, dove della logica e dei fatti storici si fa indegnamente strame.
Berlusconi ha dichiarato guerra alla democrazia liberale. Questo, e nulla di meno, rappresenta l’insieme di ingiurie che ha vomitato, prima a caldo e poi a freddo, contro la Corte Costituzionale, cioè il supremo arbitro della legalità repubblicana (e contro il presidente Napolitano).
Stimato presidente Fini, mentre l’approvazione della legge Calabrò sul fine-vita anche alla Camera dei deputati riporterà tra breve l’Italia nel medioevo, l’Europa va in direzione opposta, allargando i diritti imprescrittibili dell’individuo.
[...] Il Bagnasco “liberale” dura in realtà un solo istante, e si invera immediatamente in questo diktat sul testamento biologico: “il lavoro compiuto al Senato è prezioso. La Cei auspica che la Camera non si lasci fuorviare da pronunciamenti discutibili … Attendiamo una legge che possa scongiurare nel nostro Paese altre situazioni tragiche come quella di Eluana”.
Francia, la Madonna che piange olio. Gli esperti si dividono sulla natura del fenomeno, ma sono tutti d'accordo nel dire che con meno di 300 euro non si ripara.