Ammacca l'auto di papà e si uccide. Il secondo caso in una settimana

FROSINONE - L'uno aveva 25 anni, l'altro 23. Abitavano distante, il primo a Padova il secondo a Frosinone, e neppure si conoscevano, ma tutti e due si sono uccisi dopo aver danneggiato la macchina di papà. Erano terrorizzati dalla la reazione dei loro genitori. Tanto da togliersi la vita.

Ieri si è gettato dal tetto di casa Giordano Flavi, 23 anni, operaio: due ore prima aveva rovinato la fiancata della Rover di suo padre. Era già capitato un'altra volta che fosse finito contro un muretto e i rimproveri di papà gli erano bastati. Questa volta i danni all'auto erano ben più gravi ma potevano essere riparati: "Io gliel'ho detto", spiega con le lacrime agli occhi il fratello maggiore. "Lascia stare: la macchina si può aggiustare. Con papà ci parlo io, ma non mi ascoltava ed è finito giù, nel giardino di casa, morto". Si è gettato nel vuoto, dalla mansarda del villino di famiglia a Serrone, nel comune di Piglio, non distante da Frosinone. Oggi si sono svolti i funerali.

Solo una settimana fa, un caso simile è accaduto a cinquecento chilometri di distanza, a Carmignano di Brenta, in provincia di Padova. Un altro figlio, più o meno della stessa età di Giordano, si è sparato alla testa perché aveva ammaccato il coupé rosso di suo padre. L'auto l'aveva presa di nascosto per accompagnare una sua amica a casa e lungo la strada di ritorno, all'entrata del paese, era finito fuori strada. Anche lui aveva un fratello che ha tentato di convincerlo a lasciar stare ma è stato tutto inutile: "Ci teneva tanto all'opinione dei nostri genitori". Alle 4 di notte, quando il padre ancora ignaro dell'incidente dormiva, Matteo ha preso il fucile Flobert appeso alla parete del pollaio e, con la bicicletta, ha raggiunto un parco pubblico poco lontano. Lì si è sparato. Nello stesso momento il fratello maggiore, turbato, colto quasi da una premonizione, si era svegliato di soprassalto. Il corpo di Matteo è stato trovato accanto a una giostra per i bambini.

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