C'era una volta David Mills. Genesi del potere di "Re" B.

C’era una volta, un imprenditore brianzolo assetato di potere, apprendista muratore della loggia massonica P2, aveva ingaggiato un avvocato inglese per dirottare e poi disperdere i fondi neri della Fininvest. E’ l’esposizione dei corpi che scandisce, e che Annozero mostra ai telespettatori, la vera enciclopedia della misteriosa ascesa di Silvio Berlusconi. Che anticipano le feste presidenziali, l'amico Tarantini, l'escort D'Addario. Quando Canale 5 era Telemilano 58. Alla genesi del potere, c'era David Mackenzie Mills: condannato a 4 anni e 6 mesi in Appello per aver ricevuto 600 mila dollari sui conti svizzeri, un “regalo” consegnato dall'ex dirigente Fininvest – ora scomparso – Carlo Bernasconi per due false testimonianze in altrettanti processi. L'indagato da tutelare con le menzogne o i vuoti di memoria - “non ricordo i dettagli” - era proprio Berlusconi. Che oggi doveva presentarsi in udienza perché imputato di corruzione proprio di Mills, ma sarà assente perché rifugiatosi nel legittimo impedimento. Il noto mister B., il dottore. La trasmissione ricostruisce, come se fosse un film, il rapporto tra l'imperscrutabile Mills e l'innominato B. Dov'è finito l'avvocato che, su precise commissioni, aveva creato 64 società off shore nelle isole più sperdute, nei paesini più anonimi. Nei paradisi fiscali. Le telecamere di Annozero zoomano - introdotte da un racconto fiabesco di Marco Travaglio - su cumuli di letame accanto a mucche che rievocano la Svizzera, una donna in stivali indica la casa, la porta, il modesto giardino. Lì abita Mills: “Andate via. Non parlo del processo. Mai con voi”. Paonazzo. Impacciato. Quasi rissoso.

L'avvocato che “lavorava con discrezione” - spiegherà nell'interrogatorio – è invecchiato nel giro di pochi anni trascorsi – a differenza del dottore – da un tribunale all'altro. Per difendersi. Oppure per smentire la lettera che, tormentato da un'imminente indagine del fisco inglese, aveva spedito al commercialista. Aveva paura.

L’ex moglie Tessa Jowell – ora sono separati – era il ministro della Cultura nel governo Blair. E nel paese di sua maestà gli scandali distruggono all'istante le carriera più solide. Un memoriale, una confessione. Quei 600 mila dollari erano una tangente: “Caro Bob (Drennan) … Verso la fine del 1999, mi fu riferito che avrei ricevuto del denaro, che potevo considerare come un prestito a lungo termine o un regalo. Furono messi 600 mila dollari in un fondo speculativo e mi fu riferito che erano lì se ne avessi avuto bisogno”.

Annozero riproduce – recitati – gli interrogatori dell'avvocato che “sin dagli inizi degli anni '80, insieme al suo studio, aveva offerto consulenze alla Fininvest. Per affari di diritti cinematografici”. I legali di Londra avevano confezionato All Iberian, il forziere segreto che serviva, tra l'altro, a ricompensare Bettino Craxi per le leggi che proteggevano Mediaset. L'altro lato della Fininvest, l'ignoto contenitore al bilancio consolidato dell’azienda. Era il gruppo B. E per raggirare la legge Mammì che imponeva la vendita di Tele +, ecco le lussemburghesi Cit e Horizon quotate in Borsa e la smobilitazione del pacchetto off shore: “La Fininvest ha reagito all’attacco. Alla testa di questa struttura c’ero io. E' finita con una vendita al gruppo Rupert”. Una plusvalenza per 10 miliardi di lire. Quest'uomo di cinquant'anni – sfigurato dal tempo e ingrassato – aveva condiviso glorie e furberie con Berlusconi. L'aveva incontrato due volte di persona, l'ultima nell'estate del '95 nella residenza di Arcore. L'aveva protetto alle Cayman prima, davanti alla giustizia italiana poi. L'ha tradito una lettera. L'isolamento.

E così Berlusconi può spergiurare: “Mai conosciuto. Giuro sulla testa dei miei cinque figli. Chi è Mills?”. Già sentito: “Chi sono Tarantini e la D’Addario?”. Mills è un avvocato che, solo, s'avvia verso la galera. Sull'orlo di una crisi di nervi: “Andate via. Non siete graditi. Lasciatemi in pace”. Lui condannato. L'altro impedito.

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