Da Facebook al balcone

Il gruppo “Io sto con Ingroia” su Facebook ha 2500 iscritti. E’ stato fondato da Antonio Barbagallo, di Palermo, che sulle “info” spiega di aver aperto il gruppo “dopo l’editoriale di Minzolini contro il pm della procura di Palermo, reo di indagare sulla ormai nota e accertata trattativa tra Stato e mafia che avvenne presumibilmente all’indomani della strage di Capaci”. Il gruppo, quindi, “nasce per far sentire la voce della Rete, quella del cambiamento, quella del futuro che urla giustizia e verità perché i magistrati senza un movimento culturale diffuso possono poco contro la mafia”. Antonio, il fondatore del gruppo, seguendo l’idea della “cultura diffusa” contro la mafia (mutuata da Paolo Borsellino), ha anche appeso al balcone della sua casa un lenzuolo dove ribadisce: “Io sto con Ingroia”. Su Facebook, però, racconta di avere ricevuto una strana visita. Suonano al citofono “Signor Barbagallo? Sono il maresciallo F. dei carabinieri, possiamo salire?”. Antonio, sorpreso, apre. “Il maresciallo – continua il suo racconto – esordisce scusandosi per la visita informale ‘passavamo di qui così... ha esposto lei il lenzuolo?’”. Antonio risponde affermativamente. “Nessun problema – r isponde il maresciallo – semplicemente volevamo capire chi avesse scritto questa frase... sa com’è, in una zona come questa di una città come questa... ma vedo che lei è una persona normale, con una casa normale...”. “Attenzione, anche noi stiamo con Ingroia e con l’antimafia!” dicono. Terminata la visita Antonio affida a Facebook la sua riflessione: “Un cittadino consapevole potrebbe essere, in qualche modo, pericoloso. E’ meglio capire chi è, dov ’è nato, cosa fa, dove lavora, cosa legge, quanto paga d’affitto... Davvero singolare in un quartiere dove si vive di spaccio di sostanze stupefacenti e dove l’illegalità è sistemica e la legalità rivoluzionaria”.

Riferimenti: