Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.

Encelado è uno dei 62 satelliti del pianeta Saturno finora scoperti. Fa parte della "vecchia guardia", cioè di quelle nove lune trovate dagli astronomi già prima del XX Secolo e delle missioni spaziali Voyager e Cassini. Fu scoperto, infatti, nel 1789 da William Herschel e ricevette il nome dal figlio di questi, John. L'articolo è disponibile anche su Omega Centauri.
Il nome Encelado - Ἐγκέλαδος in greco - deriva da uno dei Giganti che parteciparono secondo il mito alla Gigantomachia, la battaglia tra gli dei dell'Olimpo e i Giganti. Nel corso di quella battaglia, Encelado fu sconfitto dalla dea Atena, che lo schiacciò gettandogli sopra l'isola di Sicilia. Sempre secondo il mito, le eruzioni dell'Etna sarebbero provocate dal respiro infuocato di Encelado, così come i terremoti dal suo rotolarsi affannato sottoterra, in seguito alle ferite riportate.
Il mito si adatta perfettamente alle caratteristiche del satellite Encelado, per quanto riguarda l'esuberanza eruttiva. Questa luna ghiacciata, dalla temperatura superficiale bassissima (-201°C), dovuta al fatto che riflette quasi totalmente i raggi del Sole nello spazio, è infatti insolitamente attiva dal punto di vista geologico. La sonda Cassini, nei suoi passaggi ravvicinati, ha mostrato degli inequivocabili pennacchi di ghiaccio e polveri, che si innalzano per molti chilometri nello spazio, eruttati in prossimità del Polo Sud di Encelado. In questa zona si trovano le cosiddette "strisce della tigre" (tiger stripes): una serie di lunghe linee di frattura, che disegnano sulla superficie del satellite una trama che ricorda appunto il manto di una tigre. È proprio da queste linee di frattura che si innalzano i pennacchi di Encelado, a dimostrazione che questa luna di Saturno ha un intenso calore interno, generato molto probabilmente dai forti campi gravitazionali ai quali è sottoposta. E, se c'è calore, ci sarà anche acqua liquida, che ghiaccia poi immediatamente, una volta espulsa dalle fratture, in virtù della bassissima temperatura esterna.
La sonda Cassini ha effettuato il 21 novembre il suo ottavo volo "radente" su Encelado, spingendosi fino a 1600 Km dalla sua superficie (il satellite ha un diametro di poco meno di 500 Km e orbita a circa 238.000 Km da Saturno). Nel corso di questo passaggio ha ancora una volta immortalato i pennacchi sparati nello spazio da fratture prossime al Polo Sud di Encelado.
Le tre immagini seguenti - appena pubblicate sul sito della Missione Cassini Equinox e non ancora elaborate in alcun modo - mostrano appunto alcuni di questi potentissimi geyser, che lanciano nuvole di polveri e vapori a centinaia di chilometri di altezza. Si tratta di immagini particolarmente affascinanti, perché mostrano il Polo Sud di Encelado al limitare tra la luce e le tenebre, cioè poco prima dell'inizio della stagione invernale, che sprofonderà la regione nell'oscurità per parecchi anni.
Quella che segue è invece un'immagine ravvicinata della superficie di Encelado, sempre prodotta dalla sonda Cassini, che mostra chiaramente la frastagliata geografia di creste e fratture che caratterizza questa luna ghiacciata di Saturno.

Da una maggiore distanza diviene evidente la struttura a "strisce di tigre", che disegna la superficie di Encelado nei pressi del Polo Sud.
La mancanza di crateri nella zona delle strisce di tigre (vedi sotto) dimostra che la loro formazione geologica è recente ed opera un rimescolamento continuo della superficie di Encelado.

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