Michele Diodati, autore e curatore di Elettroni.org, è affascinato fin da bambino dall’infinitamente piccolo e dall’infinitamente grande (oltre che dall'infinitamente cane). Questo sito è il frutto delle sue capacità infinitamente medie.

CITTA' DEL VATICANO - Sono "ispirate alla legge naturale", e per questo "non possono essere abrogate" le norme che "tutelano la sacralità della vita umana e respingono la liceità dell'aborto, dell'eutanasia e delle spericolate sperimentazioni genetiche". Lo ha ribadito Benedetto XVI nell'udienza generale di oggi, denunciando uno "scollamento preoccupante tra la ragione - che ha insiti i principi della legge naturale - e la libertà che ha la responsabilità di accoglierli e promuoverli".
Nel suo discorso il Papa ha anche sottolineato che "le leggi che si ispirano a una corretta laicità dello Stato comportano la salvaguardia della libertà religiosa e perseguono la sussidiarietà e la solidarietà, nazionale e internazionale". Segue la condanna alla "dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e lascia come unica misura solo l'io e le sue voglie".
Da qui il monito: "L'azione sociale e politica non sia mai sganciata dalla verità sull'uomo. Esiste una verità oggettiva e immutabile, accessibile alla ragione umana e che riguarda l'agire pratico. Le autorità politiche e religiose debbono ispirarsi ad essa per promuovere il bene comune". Il riferimento del Pontefice è alla "legge naturale", costituita, ha detto, da "norme che non possono essere abrogate".