Le Babbo Nataline di Papi

Barbara MonterealeCarlo Bonini e Paolo Berizzi, due giornalisti di Repubblica, intervistano Barbara Montereale, una delle ragazze transitate per Villa Certosa, portata in casa di Berlusconi dal suo procacciatore di donne di fiducia (alias ruffiano), Gianpaolo Tarantini. Di tutta l’intervista, mi ha colpito in particolare questo stralcio:

Ricorda di quel suo soggiorno in Sardegna i nomi di qualcuna delle ospiti? Ne ha riferito alla Finanza?
No. Non ricordo nomi. Anche perché a Villa Certosa non legai particolarmente con le altre.

Perché?
La maggior parte di loro erano straniere.

Di dove?
Slave, romene, una cosa così. Non so i paesi, ma erano ragazze dell’Est. Lo si capiva dall’accento con cui parlavano l’italiano. Sembravano di casa. Avevano una grande confidenza con il Presidente e infatti lo chiamavano tutte “Papi”. Erano una più invidiosa dell’altra, in competizione una con l’altra. Facevano a gara a chi gli stava più vicina. Mi dissero che erano lì da parecchi giorni. Erano le stesse ragazze filmate in un video che io vidi in quell’occasione e girato durante le feste. Lì erano vestite da Babbo Nataline.

Sembra una scena da Mille e una notte, senza però il fascino e il mistero di quelle leggende. Si intuisce invece tutta la tristezza di una situazione che vede un gruppo di ragazze dell’Est lottare tra loro all’arma bianca per compiacere, vestite come cretine, un vecchio miliardario egocentrico, dal cui estro del momento potrebbe dipendere una fetta del loro futuro.


Un gruppo di babbo nataline. Ma non sono quelle di Papi (immagine dal sito techblog.bloo.it)

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