Un campione di matematica nuovo eroe dell’Iran libero

Giovedì mattina, Teheran. Alla presenza della Guida Suprema della Repubblica islamica iraniana sfilano i più meritevoli studenti dell'università Sharif. Nell'aula magna - alla presenza dei media - a turno leggono un discorso già preparato e sdoganato dalle autorità. Alla fine viene concesso a chi vuole di parlare. Tra coloro che alzano la mano per avere la parola c'è Mahmud Vahid-Nia, campione mondiale di matematica e per questo, come ogni personaggio che dà lustro e onore al Paese, considerato dal regime un emblema da esporre, un simbolo dell'eccellenza dell'Iran da mostrare al mondo. In un paese multietnico come l'ex Persia non solo la religione ma anche il nazionalismo, l'orgoglio patrio, sono un collante, uno strumento di unificazione che le teocrazia usa per tenere insieme la nazione. Perciò viene concesso a Mahmud di parlare, e lui si alza e, dopo aver affermato che le sue sono domande forse retoriche, chiede all'ayatollah Ali Khamenei: “Perché nessuno può permettersi di criticarla? Non è ignoranza questa?” Il gelo scende tra i partecipanti; qualcuno tra i compagni cerca di farlo tacere. Ma le domande continuano. “Lei ritiene di non fare errori? Perché l'hanno trasformata in un idolo irraggiungibile che nessuno può sfidare? Perché il Consiglio degli Esperti (le autorità religiose che decidono le linee-guida dell'Iran, ndr) non ha mai espresso idee contrarie alle sue? Perché in questi trent'anni di rivoluzione siamo andati nella direzione opposta alla Repubblica che era stata promessa. Perché la tv mostra immagini false, per esempio su ciò che è successo dopo le elezioni? Perché ha chiuso tutti i media che osavano criticarla?”. Silenzio di tomba in aula. La Guida Suprema si alza, raccoglie il lembo della tunica con la mano sana e si avvia all'uscita. Il suo entourage userà una sola parola per bollare le frasi dello studente: “false”. Mahmud Vahid-Nia sembra essere stato portato via e il tam-tam del web dell'opposizione ha diffuso la voce che sia stato arrestato. E così il simbolo dell'orgoglio della teocrazia si è trasformato in un mattino nell'eroe del movimento verde, dell'opposizione al regime. Userà la sua figura, che rischia di esser tragica forse quanto quella di Neda Soltani la giovane morente ripresa in un video diffuso in tutto il mondo dopo esser stata colpita nei giorni d’estate della protesta di piazza, per mobilitare i militanti nei prossimi giorni: il 4 novembre è il 30° anniversario della presa dell'ambasciata Usa da parte degli studenti, data-simbolo della rivoluzione degli ayatollah. Per l’occasione le manifestazioni sono consentite e l’opposizione ne approfitterà per inscenare proteste, la prima la sera della vigilia: alle 10 di sera ha chiesto a tutti di salire sui tetti di Teheran e gridare: “Allah è grande”, per far sentire che l’opposizione non è stata resa muta.

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